E iniziamo a giocare. Lo stronzo è onnipresente, è onnisciente, conosce ogni mia mossa in anticipo e riesce sempre a fottermi. Mi chiedo in che modo riuscirò a fregarlo, se mai ce la farò. Ma procediamo con ordine.
Tutto è cominciato da quando Michela mi ha lasciato, dal giorno in cui sono sprofondato nell'oblio da cui cerco di uscire, un oblio che mi paralizza e mi impedisce di muovermi.
Eppure ora dovrei sentirmi libero di volare nel cazzo di blu dipinto di blu, di correre senza mai fermarmi, di fare a pugni fino a sputare l'ultima goccia di sangue, di ubriacarmi fino a vomitare anche le budella... Ma non è così.
La parte infima di me vuole ancora dipendere da qualcuno, farsi porre dei limiti, farsi dire cosa è giusto o sbagliato e pensare attraverso il cervello degli altri.
Questa mattina mi sono guardato allo specchio... "Io sono". Ma non c'ho creduto, non MI sono creduto. Ed è in quel momento che ho capito: io devo essere, IO devo ESSERE.
Poi ripenso a Michela. Ancora. Tutto questo mi sa di déja vu, di qualcosa di già vissuto. Lo stronzo mi sta mettendo alla prova, e io sto ripetendo di nuovo gli stessi errori, me lo dice il mio istinto. Per quale motivo continuo a fare cazzate se il mio intuito mi dice di non farlo? È colpa della mia mente, della mia testa di cazzo che riesce a prendere il sopravvento e a farmi ragionare, e paradossalmente ciò mi porta a fare stronzate.
La mente è l'esperienza, il passato. La mente e il passato ci plasmano e distruggono il nostro presente costantemente. Quello che dovremmo fare è dubitare, non dobbiamo fare affidamento su di essa, e solo così è possibile riuscire a conseguire quella maturità che ci può permettere di conoscere il nostro IO.
Qualcuno dice che bisogna pensarci due volte prima di fare qualcosa. Un'altra cazzata. La cosa migliore da fare è seguire sempre il proprio istinto senza mai pentirsi, ma bisogna farlo subito senza permettere alla mente di intervenire e deviare quello che vorremmo davvero. Noi SIAMO l'istinto, la nostra mente non è altro che il riflesso delle convenzioni sociali che ci impedisce di avere una personalità unica e vera e serve solo a offuscare il nostro cammino.
Ora la strada da percorrere è davvero lunga, e il mio nemico mi attende impaziente, non vede l'ora di fregarmi e mettermelo in culo anche in questa vita ma, caro mio, questa volta vedremo chi la spunterà.
E così ha inizio la partita con lo stronzo.
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